Il gioco mobile, smartphone o console?

Chi è nato negli anni 90, ma anche negli anni 80, ricorderà sicuramente i cosidetti “giochi elettronici” che venivano proposti ovunque: Uno schermo monocromatico da 32×32 pixel, se non meno, due pulsanti e una croce direzionale, se escludiamo la serie Game&Watch Nintendo, ancora più semplificati, senza il concetto di “pixel”. Nei modelli più comuni tra i vari giochi vi era l’indimenticabile tetris.

Alimentati da una o due batterie stilo, era il massimo del divertimento elettronico in mobilità. Stiamo parlando di un era dove il classico “micro computer” o personal computer portatile, era inteso come una macchina di dimensioni generose e sprovvista addirittura di batterie (I primi laptop come li conosciamo ora arriveranno solo durante gli anni 90 con il 386SL e ad un prezzo molto elevato), un esempio l’Osborne 1 dell’81 con i suoi 10,7 Kg di peso.

L’Osborne 1 in tutta la sua fierezza

Nell’89 Nintendo, spinta dalle stupende vendite del NES, il “computer casalingo” che ha risollevato il settore dopo la crisi dell’85, avvia la commercializzazione della prima vera console portatile “programmabile” (ossia, hardware generico che poteva eseguire il software scritto nelle cartucce). Spinta da quattro batterie stilo che alimentavano per 36 ore uno schermo a quattro tonalità di grigio pilotato da un clone ridotto dello Zilog Z80 prodotto da sharp – una CPU 8 bit molto famosa negli anni 80, la ritroviamo ad esempio nel commodore 128, il Sinclair Spectrum e lo stesso Osborne 1. Il Team R&D1 di Nintendo inizialmente non vedeva il Game Boy come una console per durare, ma un semplice seguito della serie Game&Watch: Giochi veloci, semplici e dimenticabili. Poco prima della commercializzazione si ebbe comunque una idea: Vendere la console con in bundle il gioco Tetris. Un successo presso, forse non ci crederete, gli uomini d’affari e i viaggiatori, bloccati senza far nulla in lunghi viaggi in treno o in aereo. SEGA e Atari seguirono anche loro questo nuovo mercato, solo la prima degna di interesse a livello globale: con il Game Gear, un Sega Master System (Si potevano usare le stesse cartucce tramite adattatore) portatile con schermo a colori retroilluminato (Dico solo: 6 batterie stilo per 6 ore di autonomia). Nonostante 11 Millioni di unità vendute, il Game Gear fù sconfitto nelle vendite dal Game Boy che, nonostante l’hardware meno potente, complessivamente ha venduto oltre 110 Millioni di console.

Il resto è storia, Nintendo è rimasta per tutti gli anni 90 padrona assoluta del mercato, venendo “infastidita” solo da Sony nel 2006 con la PSP (Che benché ne esce sconfitta dalla lotta contro il DS, lo fa a testa alta) e riguadagnando il suo dominio con il 3DS (E il “non successivo” new3DS), libera da Sony (Che ha praticamente abbondonato il successore della PSP, la PSVita, al suo destino dopo neanche due anni).

Chi mi conosce sa che sono sempre stato particolarmente critico riguardo il 3DS e i suoi limiti, in particolare sulla sua GPU (Un progetto del 2004 per una console del 2011??). Nel frattempo comunque, era nato un sotto mondo.

Siamo negli anni 90. Nokia vende con successo la sua serie di telefoni cellulari. Molto popolari i giochi “Snake” e “Space Impact”. Con l’evolversi delle tecnologie nasce la “Serie 60” Nokia, i primissimi smartphone: Schermi a colori spinti dalla stessa CPU del Game Boy Advance (Ma a 104 Mhz, rispetto i 20 di quest’ultimo) e un sistema operativo “aperto” e multitasking. Chiunque poteva compilare un programma, gioco o emulatore e distribuirlo. Nacqué da qui, parallelamente ai giochi java meno evoluti, produzioni di alta qualità inimaginabili per l’allora unica console portatile (Il GBA appunto), ma sopratutto, emulatori di quasi tutte le console passate: NES, SNES; Game Gear, Mega Drive, Game Boy Color, Commodore 64 e perfino un prototipo per Game Boy Advance! Nokia visto l’interesse del publico tentò in prima persona di entrare nel mondo del gioco mobile con uno smartphone fatto apposta per essere usato come console: Il Nokia N-GAGE (Di cui sono tutt’ora felice possessore).

Così tanta ram, e così poco successo.

L’N-GAGE era sostanzialmente un Nokia 7650 senza fotocamera, ma con 24 MB di RAM (8 in più) e tasti ed ergonomia ottimizzati per la sua funzione primaria. Nokia lanciò anche una delle prime community (Dopo SEGA.net e il nascente Steam) online dedicate dove si potevano anche acquistare e scaricare giochi, nonchè giocare contro altri giocatori: n-gage arena. Il parco titoli non era molto ampio, e molti giochi erano semplici conversioni di giochi usciti su Game Boy Advance, ma nel complesso erano tutti di qualità molto alta (La serie Asphalt ha mosso i primi passi proprio su n-gage, con i suoi primi due capitoli – da non confondere con la serie parallela in java). Era il primo tentativo di portare sul serio il gaming mobile sulla piattaforma che in un modo o nell’altro avevamo sempre appresso. Tuttavia, nonostante una campagna marketing inizialmente aggressiva, il telefono console non ha avuto il successo sperato. La sua riduzione di prezzo a 149€ ha dato una nuova spinta alle vendite, ma il mercato era ormai passato alla nuova console Nintendo, il DS. Il gaming su smartphone restò un mercato di nicchia, risollevato con la Serie 60 terza edizione sempre di Nokia, con uno dei primi “Store” di applicazioni e giochi, il Nokia Store (O Ovi store). Parallelamente Apple presentò la “rivoluzione” del mondo della telefonia: Il primo iPhone.

Il Nokia N95 uscito pochi mesi prima era superiore ad esso in molti aspetti: HSDPA a 7.2 Mbps, 128 MB di RAM, doppio processore ARM11 a 230 Mhz e, nel modello 8GB, addirittura una GPU dedicata. Di pro l’iPhone aveva ciò che il mercato aveva quasi dimenticato esistesse: Il Touch Screen. Non era una novità, si usavano da anni dispositivi touchscreen, anche capacitivi come l’iphone, basti pensare ai touchpad dei laptop. Apple tuttavia spinse in un dispositivo solo touch e investi molto nel concetto di “App”, cosa che solo gli utenti di Nokia più smalziati conoscevano (In origine il Nokia store andava addirittura scaricato a parte!). Con l’interesse di massa verso un modello unico di Smartphone, molti sviluppatori portarono i loro progetti sullo store di Apple. Mentre Nokia decideva come rispondere Apple presentò l’iphone 3G, dove il fenomeno dei giochi mobile finalmente esplose: Nuovi generi, come i running game (Temple Run), ma anche i primi titoli fatti per una interazione completamente touch, come Fruit Ninja o Angry Birds. Nokia dal canto suo eseguì diversi scivoloni: L’N97 e il suo firmware instabile e il grosso ritardo dell’N8 con Symbian^3, ritardi che favorirono la forte concorrenza non solo di Apple, ma del nuovo sistema operativo di Google: Android.

L’eterna lotta tra Apple e Android era appena cominciata

Sia Apple che Android avevano puntato sul concetto vincente di App, di cui Nokia era paradossalmente apripista, e con l’evolversi dell’hardware gli smartphone erano ora una piattaforma interessante per giochi più evoluti, accessibili a tutti (Quasi tutti avevano uno smartphone, ma non tutti una console portatile) e grazie al multitasking, si potevano fare sessioni di gioco “al volo” durante un’attesa e poi riprendere il normale uso telefonico. Per darvi una idea il primo Google Nexus One poteva emulare abbastanza bene la prima Playstation. Da allora sono passati pochi anni, ma l’evoluzione è stata esponenziale. Ora abbiamo smartphone sotto i 100€ con processori quad core e GB di RAM. I Top di gamma ormai quadruplicano la propria potenza ogni anno mentre l’attuale unica console portatile esistente, il 3DS; è rimasta con il suo hardware già sottosviluppato.

Certo, la potenza non è tutto, c’è l’ottimizzazione, il parco titoli, l’ergonomia. Ma se qualche mese fa eravamo al punto morto de “il 3DS è arrivato al suo capolinea hardware” (Perfino gli ultimi due titoli Pokémon, Sole e Luna, nonostante non implementino il 3D hanno vistosi cali di framerate), oggi ci ritroviamo nella situazione che quest’anno la prossima console che verrà presentata, il Nintendo Switch, avrà una base hardware prettamente smartphone, o meglio tablet! Con la differenza che essa dovrà durare almeno cinque anni.

Se prendiamo esempio la “sfortunata” PSVita, uscita un anno dopo il 3DS, essa ha un hardware prettamente da smartphone top gamma (Dell’epoca) con quattro core ARM Cortex A9 e una GPU PowerVR Quad Core (La stessa dell’Apple A5X usato nell’iPad di terza generazione), con addirittura un modem 3G opzionale. Un hardware che ha potuto regalare perle straordinarie come Gravity Rush, Uncharted, Assassin’s Creed Liberation, perfino un porting (Alquanto instabile) di Borderlands 2. Mondi aperti quasi impensabili su 3DS. Un classico esempio tuttavia di come l’hardware alla realtà dei fatti sia inutile senza una adeguata libreria di titoli e, dopo la buona base di partenza, sia stata completamente abbandonata a se stessa da Sony!

Borderlands 2 su PSVita era un titolone. Ha sofferto di un porting poco stabile e ottimizzato ma lascia il suo impatto.

Durante lo scorso anno è stata presentata la Playstation 4 Pro, a cui seguirà Microsoft con Xbox One Scoprio, non una nuova generazione ma delle versioni più potenti delle console attuali. Nintendo, già partita in grosso svantaggio con WiiU ha deciso di proseguire direttamente con Switch, presentadola prima come una non il successore di WiiU o 3DS, ma di qualcos’altro di nuovo. Alla luce dei fatti tuttavia, con lo stop alla produzione di WiiU e di alcune versioni di 3DS, sembra logico che Switch alla fine sostituirà direttamente entrambe le console con l’obbiettivo di unificare il “casalingo” e il “mobile”. In questo caso quindi non si parlerà neanche più di titoli mobile e titoli casalinghi, potendo giocare da fuori casa a titoloni da casa. Si è visto nel teaser di Switch Skyrim (porting ancora in forse da Bethesda), un titolone di un certo impatto da giocare in treno mentre si va in università o a lavoro. Ma al contempo, siamo “obbligati” a portarci dietro un tablet (Perchè alla fine quello sarà) con unica funzione quella videoludica, quando invece sicuramente avremmo in tasca anche il nostro smartphone, ormai vero e proprio nostro compagno inseparabile. Ammettiamolo: Siamo in metro e dobbiamo aspettare quei quindici minuti la nostra fermata, tireremo fuori il nuovo The Legend Of Zelda continuando la trama o perderemo qualche minuto ad una partita a Heartstone o Clash of Clans? Magari tirando fuori di tasca il cellulare controlleremo anche i feed rss e le notifiche facebook.

Al giorno d’oggi una console mobile non ha più lo stesso impatto di qualche anno fa, quando durante i lunghi viaggi in macchina con i tuoi genitori aspettavi la luce di un lampione che illuminasse il tuo Game Boy Color. Oggi si tende più a preferire un tablet o uno smartphone per le numerose funzioni in più che offre rispetto una console e gli sviluppatori se ne stanno accorgendo, portando sempre di più grandi produzioni su smartphone. Non mi stupirei in futuro se Square Enix rilasciasse una remaster HD di Final Fantasy X anche per smartphone. Switch entra quindi lato mobile in competizione diretta con il mondo Tablet e Smartphone. Da un lato, quello hardware, ne esce sia sconfitta sia vincitrice: Secondo i rumor più accreditati avrà come SoC un nVdia Tegra X1, vecchio di una generazione, ma ancora ai livelli degli attuali top gamma. Invecchierà in breve tempo vista la crescita tecnologica esponenziale, ma bisogna ricordare che essendo di fatto una console fatta per l’uso videoludico, non solo avrà molte risorse libere in più rispetto quelle occupate da SO Android e simili, ma un accesso molto più diretto all’hardware e il supporto nativo a Vulkan, avvicinandosi ad un effetto visivo molto simile alle console PS4 e Xbox One. Forse ora ci sembrerà addirittura troppo per una console portatile, andando avanti con gli anni con il progresso costante degli smartphone invece torneremo in breve tempo nella situazione attuale dove la console fatta per giocare è troppo poco potente rispetto le controparti comuni e li ci verrà da chiedere: È il capolinea?

Ormai l’ergonomia non è più un problema, con decine di controller pienamente compatibili con la maggior parte dei titoli.

Secondo alcuni analisti, questa attuale generazione di console potrebbe veramente essere l’ultima. Con la tecnologia che si evolve così in fretta rispetto dieci anni fa l’hardware in breve tempo starà “stretto” a sviluppatori di grandi produzioni che dovranno inoltre vedersela con i PC con il loro hardware aggiornato di anno in anno, come il passo da gigante fatto quest’anno con le nuove generazioni di GPU che in un anno hanno portato il 2K alle tasche di tutti e il 4K (REALE a 60fps) fattibile. La storia si ripete nell’ambito mobile, dove mentre prima gli smartphone potevano navigare in internet e eseguire qualche applicazione basilare oggi hanno hardware che se la gioca addirittura con Personal Computer e il gap è destinato a ridursi di anno in anno. In quest’ottica, quando Switch sarà “troppo poco potente” per tenere il passo della concorrenza che già oggi è agguerrita, Nintendo tenterà una nuova versione con Soc aggiornato? Una nuova console? Con il rischio che entrambe possano durare anche meno? Chi è disposto a spendere 200-300€ di console ogni 2-3 anni quando solitamente spende la stessa cifra già per il proprio smartphone? Dovremmo quindi rassegnarci, e prepararci al cambio di testimone, con lo smartphone come nuova fonte di intrattenimento videoludico portatile?

Mancano rispettivamente un Game Boy Color, un Game Boy Advance, un Nokia N73 e un Samsung Galaxy S2. L’S7 in ultimo esegue Rise of Tomb Raider in 2k tramite nvidia Shadow Play.

About RonyeTBF

Studente di infromatica con passioni in informatica, motori, manga, videogiochi, tecnologia e pupazzi moe.